m

cc_dic_17_post1-2

Come alcuni di voi sapranno, ho una certa predilezione per i fotografi orientali e dell’ est Europa.

Questo perché hanno una visone totalmente diversa da quelle esteticamente commerciale a cui siamo solitamente abituati. Anche a livello di contenuto il baricentro si sposta a letture più intime e meno superficiali.

Il fotografo (maestro) Araki, ne è un ottimo esponente, realizzando immagini che a molti forse potranno sembrare scomode o inutilmente volgari. Questo perché non abbiamo l’abitudine a comprendere ciò che è diverso da quello che già sappiamo, etichettando questo tipo di visione come banale o incomprensibile, senza vie di mezzo.

Non mi dilungherò in una analisi sul fotografo, perché reputo debba essere un’ operazione soggettiva, ma vi elencherò un po’ della sua biografia, per poter meglio comprendere le sue immagini.

Nobuyoshi Araki (Tokyo, 25 maggio 1940)

Nasce nel 1940 a Tokyo, la città dove vive e lavora e a cui è dedicata la sua opera fotografica. Nel 1963, dopo aver completato gli studi di ingegneria e aver conseguito un master in fotografia e cinematografia presso la Chiba Daigaku, entra a far parte della Dentsu Advertising Agency. Nel 1964 vince il premio Taiyo, a sostegno dell’attività dei giovani fotografi giapponesi. Nel 1965 realizza la sua prima mostra personale al Shinjuku Station Building di Tokyo. Nel 1971 sposa Aoki Youko (1947-1990) e insieme pubblicano “Sentimental Journey”, il diario fotografico privato realizzato durante la loro luna di miele.
La sua opera viene presentata in numerose mostre a Tokyo e in altre città giapponesi, ottenendo un notevole successo di critica e di pubblico.
Dagli anni ’80 le sue fotografie vengono esposte in tutto il mondo, nei più importanti musei: le sue personali fino ad oggi sono state oltre 200 e quasi 150 le collettive. La sua bibliografia è sterminata: più di 270 i volumi pubblicati in tutto il mondo.
Araki è il fotografo giapponese più provocatorio, dissacrante e allo stesso tempo ricercato dai collezionisti di tutto il mondo. Egli scatta continuamente, usa apparecchi semplici, spesso le scene sono realizzate in case private, illuminate da colpi di flash per ottenere un effetto più vero, quasi da istantanea di altri tempi.
Le donne sono da sempre protagoniste delle fotografie di Araki. Lo scandalo è garantito di fronte a una personalità come quella di Araki, un uomo buffo, sempre entusiasta, quasi infantile, di una simpatia travolgente, vestito sempre con assurde magliette (in cui è ritratto col viso di un maiale). Uno dei suoi temi fondamentali è il sottile confine che separa la vita dalla morte, il bene dal male, il sacro dal profano. Le sue donne sono quasi sempre poco vestite, legate o imbavagliate, ammiccanti, provocanti e persino demoniache. Ma sia quando ritrae la sensualità più pura che l’erotismo più estremo, egli vuole essere non volgare, non voyeuristico.

 

Commenti